venerdì 19 ottobre 2012

"La scarpetta di cristallo è la loro unica traccia "


Avete mai sognato di ritrovarvi scalzi in qualche luogo?
Leggete questo post Cenerentole!


La storia di Cenerentola - bellissima fanciulla costretta a fare da serva alla matrigna e alle sorellastre, dopo la morte del padre, ma che si riscatta facendo innamorare il bel principe che la sposa e da allora vivranno per sempre felici e contenti - è sicuramente la fiaba più famosa.
L'origine si fa risalire addirittura alla Cina o all'Antico Egitto, ma ormai è patrimonio culturale mondiale. Cenerentola non è solo una fiaba, è un vero e proprio archetipo, si può definire un mito.
"Cenerentola" compare, in oltre 300 varianti, in numerose tradizioni popolari. 
La versione più antica, quella egizia, è più simile alla Pretty woman che alla Cenerentola disney, infatti la protagonista è una cortigiana di successo, Rodopi. Il dio Horus ruba a Rodopi una pantofola in oro rosso e la getta sul grembo del Faraone che decide di farla provare alle fanciulle del regno e sposare colei che la calzerà. Rodopi calza la pantofola e vissero felici e contenti. Questa versione rispecchia effettivamente dati storici il faraone Amasis (V secolo a.C.) sposò effettivamente una schiava greca di nome Rodopi, facendo di lei la regina. Un'altra versione è quella cinese dove la giovane Ye Xian, dal piedino molto piccolo (in Cina detto loto d'oro, era considerato simbolo di bellezza e di qualità femminili) perde un sandalo dorato.
La versione cinese enfatizzava il fatto che Cenerentola avesse "i piedi più piccoli del regno". Nelle versioni occidentali e successive, che hanno perso questa premessa, è perciò abbastanza oscuro il motivo per cui il principe si aspetti che una sola ragazza nel regno sia in grado di indossare la scarpina ritrovata. In alcune versioni non si tratta neppure più di una scarpina, ma di un anello o un braccialetto. L'archè di Cenerentola è anche nella bella Elena di Troia, che perde un sandalo dorato, che verrà ritrovato da Paride, in questo caso, però, si perde il lieto fine, la scarpetta infatti più che un matrimonio di amore e felicità causerà una decennale guerra, conclusasi con la distruzione di Troia. La scarpina quindi è sempre d'oro, diventerà di cristallo solo con Perrault. La variante pare originata da un equivoco tra i due nomi francesi con lo stesso suono "vaire" (il vaio, piccolo roditore simile all'ermellino, della cui pelliccia era rivestita in versioni precedenti della fiaba la scarpina) e "verre" (vetro). Nella variante dei fratelli Grimm si trattava ancora di una scarpetta d'oro.

All'apparenza Cenerentola potrebbe sembrare la lotta per l'autoaffermazione, la decisione di fare qualcosa per se stessi.

Se analizziamo il nome "Cenerentola" "tra la cenere" possiamo ricavarne aspetti ambivalenti: da un lato indica la posizione di sguattera, dall'altro si può far risalire a "custode del focolare", posizione ambita e di prestigio nell'antica Roma (es. le vestali). Un altro richiamo della cenere è il lutto (nell’Odissea viene narrato l’atto di sedersi fra le ceneri in segno di cordoglio ed era praticato da molti popoli) e di purificazione (Mercoledì delle ceneri cristiano).
Gli anni tristi di Cenerentola suggeriscono la parte della vita, a cui nessuno può sfuggire, in cui si avranno difficoltà e si soffrirà, ma sempre con la speranza di un futuro migliore. E' importante sottolineare che Cenerentola non si scoraggia mai. Cenerentola è l'eroina del racconto e come tale si trova a dover affrontare prove e sofferenze dalle quali dovrà uscire attivando le proprie energie con determinazione e volontà o soccombere; dovrà fare delle scelte e dovrà incontrare la sua parte Ombra, assimilarne i contenuti alla coscienza per centrare la "vittoria".
Il principe porge la "scarpetta" a Cenerentola ed è lei ad indossarla, dimostrandogli che "sarebbe stata in grado di determinare il suo destino e il suo piacere"; Cenerentola presenta il suo Yang, la componente maschile della sua psiche, ma solo dopo che il principe, nel porgerle la scarpetta, compie un gesto importante: il riconoscimento della sua identità e della sua femminilità. 

Importante è anche il tema della rivalità fraterna per cui si hanno esempi biblici: Caino/Abele, Esau/Giacobbe, che evidenziano la distruzione di un fratello ad opera di un altro.
Nella Fiaba dei fratelli Grimm, come in quella di Perrault, questa distruzione è rappresentata dall’umiliazione subita dalla fanciulla ad opera delle sorellastre. 
La rivalità è un archetipo che trasforma agli occhi del bambino le sorelle in sorellastre e la mamma in matrigna e fa sì che il piccolo scinda le figure, individuando il buono e il cattivo.
Cenerentola pare la vittima della rivalità, eppure alla fine è lei “a fare le scarpe” alle sorelle, quindi anche lei non sarebbe così “buona” alla fine!
Cenerentola, che perde la sua scarpa mentre fugge a mezzanotte, ci racconta della fantasia infantile di deflorazione - evirazione femminile. 

Non è un caso che Cenerentola perda la sua scarpa in mezzo a una danza, che come ogni movimento ritmico simboleggia l'eccitazione che si accompagna al rapporto sessuale, e scendendo a precipizio su una scalinata. Ovvero, al punto saliente dell'eccitazione sessuale, ella perde la scarpa = genitale = verginità.

Anticamente lo scambio o il dono delle scarpe assumeva il valore di firma di patti e di contratti; questo rituale aveva particolare importanza nel matrimonio. Nella Bibbia vi sono diversi accenni alla scarpa: lanciando la scarpa della giovane sposa, il padre trasferisce la sua autorità al futuro marito, gesto che allude simbolicamente all'appropriazione, cioè che da quel momento in poi la moglie "appartiene", diventa proprietà del suo sposo. Una tradizione che si è perpetuata nel tempo, se ancora oggi in alcuni paesi è in uso attaccare le scarpe al veicolo degli sposi. Nella favola di Cenerentola la scarpetta assicura il legame tra il principe e la fanciulla oltre a chiarire il simbolismo sessuale della scarpa e del piede. Esiste un'espressione popolare "trovare la giusta scarpa per il proprio piede" indicante anche l'identità del possessore.
Nella lettura psicoanalitica il simbolismo della scarpa è la incarnazione della vagina e il piede del pene. La penetrazione del secondo rivela la necessità di un adattamento che può arrivare all'adeguamento perfetto.

In quanto oggetto che contiene, la scarpa è simbolo del femminile, esattamente come lo sono la matrice, la conchiglia, la coppa; il piede, di contro, per la sua forma e in quanto parte del corpo che entra nella scarpa, è il simbolo del maschile. Appartenendo entrambi alla stessa persona si rappresentano i due lati della personalità il lato maschile e femminile sia nella donna sia nell'uomo.

La scarpa rappresenta il passaggio all’età adulta, ma non solo della ragazza che diventa donna, ma dell’umanità che diventa civile (la scarpa collegata allo spostamento è simbolo di civiltà), dello schiavo che diventa libero (gli schiavi erano scalzi, solo glio uomini liberi avevano le scarpe).

Nessun commento:

Posta un commento