Avete mai sognato di ritrovarvi scalzi in qualche luogo?
Leggete questo post Cenerentole!
La storia di Cenerentola - bellissima fanciulla
costretta a fare da serva alla matrigna e alle sorellastre, dopo la morte del
padre, ma che si riscatta facendo innamorare il bel principe che la sposa e da
allora vivranno per sempre felici e contenti - è sicuramente la fiaba più
famosa.
L'origine si fa risalire addirittura alla Cina o
all'Antico Egitto, ma ormai è patrimonio culturale mondiale. Cenerentola non è
solo una fiaba, è un vero e proprio archetipo, si può definire un mito.
"Cenerentola" compare, in
oltre 300 varianti, in numerose tradizioni popolari.
La versione più antica, quella
egizia, è più simile alla Pretty woman che alla Cenerentola disney, infatti la
protagonista è una cortigiana di successo, Rodopi. Il dio Horus ruba a Rodopi
una pantofola in oro rosso e la getta sul grembo del Faraone che decide di
farla provare alle fanciulle del regno e sposare colei che la calzerà. Rodopi
calza la pantofola e vissero felici e contenti. Questa versione rispecchia
effettivamente dati storici il faraone Amasis (V secolo a.C.)
sposò effettivamente una schiava greca di nome Rodopi, facendo di lei la
regina. Un'altra versione è quella cinese dove la giovane Ye Xian, dal
piedino molto piccolo (in Cina detto loto d'oro, era
considerato simbolo di bellezza e di qualità femminili) perde un sandalo
dorato.
La versione cinese enfatizzava il
fatto che Cenerentola avesse "i piedi più piccoli del regno". Nelle
versioni occidentali e successive, che hanno perso questa premessa, è perciò
abbastanza oscuro il motivo per cui il principe si aspetti che una sola ragazza
nel regno sia in grado di indossare la scarpina ritrovata. In alcune versioni
non si tratta neppure più di una scarpina, ma di un anello o un braccialetto.
L'archè di Cenerentola è anche nella bella Elena di Troia, che perde un
sandalo dorato, che verrà ritrovato da Paride, in questo caso, però, si perde
il lieto fine, la scarpetta infatti più che un matrimonio di amore e felicità
causerà una decennale guerra, conclusasi con la distruzione di Troia. La
scarpina quindi è sempre d'oro, diventerà di cristallo solo con Perrault. La
variante pare originata da un equivoco tra i due nomi francesi con lo stesso
suono "vaire" (il vaio, piccolo roditore simile all'ermellino, della
cui pelliccia era rivestita in versioni precedenti della fiaba la scarpina) e
"verre" (vetro). Nella variante dei fratelli Grimm si trattava ancora
di una scarpetta d'oro.
All'apparenza Cenerentola potrebbe
sembrare la lotta per l'autoaffermazione, la decisione di fare qualcosa per se
stessi.
Se analizziamo il nome "Cenerentola"
"tra la cenere" possiamo ricavarne aspetti ambivalenti: da un lato
indica la posizione di sguattera, dall'altro si può far risalire a
"custode del focolare", posizione ambita e di prestigio nell'antica
Roma (es. le vestali). Un altro richiamo della cenere è il lutto (nell’Odissea viene narrato l’atto di sedersi fra le
ceneri in segno di cordoglio ed era praticato da molti popoli) e di
purificazione (Mercoledì delle ceneri cristiano).
Gli anni tristi di Cenerentola suggeriscono la parte
della vita, a cui nessuno può sfuggire, in cui si avranno difficoltà e si
soffrirà, ma sempre con la speranza di un futuro migliore. E' importante
sottolineare che Cenerentola non si scoraggia mai. Cenerentola è l'eroina del racconto e come tale si trova a dover
affrontare prove e sofferenze dalle quali dovrà uscire attivando le proprie
energie con determinazione e volontà o soccombere; dovrà fare delle scelte e
dovrà incontrare la sua parte Ombra, assimilarne i contenuti alla coscienza per
centrare la "vittoria".
Il principe porge la
"scarpetta" a Cenerentola ed è lei ad indossarla, dimostrandogli che
"sarebbe stata in grado di determinare il suo destino e il suo
piacere"; Cenerentola presenta il suo Yang, la componente maschile della sua psiche, ma solo dopo
che il principe, nel porgerle la scarpetta, compie un gesto importante: il
riconoscimento della sua identità e della sua femminilità.
Importante è
anche il tema della rivalità fraterna per cui si hanno esempi biblici: Caino/Abele, Esau/Giacobbe,
che evidenziano la distruzione di un fratello ad opera di un altro.
Nella Fiaba dei fratelli Grimm, come in quella di
Perrault, questa distruzione è rappresentata dall’umiliazione subita dalla
fanciulla ad opera delle sorellastre.
La rivalità è un archetipo che trasforma agli occhi
del bambino le sorelle in sorellastre e la mamma in matrigna e fa sì che il
piccolo scinda le figure, individuando il buono e il cattivo.
Cenerentola pare la vittima della rivalità, eppure
alla fine è lei “a fare le scarpe” alle sorelle, quindi anche lei non sarebbe
così “buona” alla fine!
Cenerentola, che perde
la sua scarpa mentre fugge a mezzanotte, ci racconta della fantasia infantile
di deflorazione - evirazione femminile.
Non è un caso che
Cenerentola perda la sua scarpa in mezzo a una danza, che come ogni movimento
ritmico simboleggia l'eccitazione che si accompagna al rapporto sessuale, e
scendendo a precipizio su una scalinata. Ovvero, al punto saliente
dell'eccitazione sessuale, ella perde la scarpa = genitale = verginità.
Anticamente lo scambio o il dono delle scarpe assumeva
il valore di firma di patti e di contratti; questo rituale aveva particolare
importanza nel matrimonio. Nella Bibbia vi sono diversi accenni alla scarpa:
lanciando la scarpa della giovane sposa, il padre trasferisce la sua autorità
al futuro marito, gesto che allude simbolicamente all'appropriazione, cioè che
da quel momento in poi la moglie "appartiene", diventa proprietà del
suo sposo. Una tradizione che si è perpetuata nel tempo, se ancora oggi
in alcuni paesi è in uso attaccare le scarpe al veicolo degli sposi. Nella
favola di Cenerentola la scarpetta assicura il legame tra il principe e la
fanciulla oltre a chiarire il simbolismo sessuale della scarpa e del piede.
Esiste un'espressione popolare "trovare la giusta scarpa per il proprio
piede" indicante anche l'identità del possessore.
Nella lettura psicoanalitica il simbolismo della scarpa
è la incarnazione della vagina e il piede del pene. La penetrazione del secondo
rivela la necessità di un adattamento che può arrivare all'adeguamento perfetto.
In quanto oggetto che
contiene, la scarpa è simbolo del femminile, esattamente come lo sono la
matrice, la conchiglia, la coppa; il piede, di contro, per la sua forma e in
quanto parte del corpo che entra nella scarpa, è il simbolo del maschile.
Appartenendo entrambi alla stessa persona si rappresentano i due lati della
personalità il lato maschile e femminile sia nella donna sia nell'uomo.
La scarpa rappresenta il passaggio all’età adulta, ma
non solo della ragazza che diventa donna, ma dell’umanità che diventa civile
(la scarpa collegata allo spostamento è simbolo di civiltà), dello schiavo che
diventa libero (gli schiavi erano scalzi, solo glio uomini liberi avevano le
scarpe).

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